Affondamento della nave da guerra Szent Istvan
La Szent István era una corazzata dell’impero austro-ungarico, l’unica che venne costruita interamente in Ungheria. L’Ungheria aveva ottennuto l’appalto per la costruzione avendo contribuito al finanziamento dell’immensa corazzata della classe Tegetthoff, e l’aveva così battezzata in onore del primo re cristiano d’Ungheria, Santo Stefano.
Alle 3.30 del mattino del 10 giugno 1918, navigando di conserva con la Tegetthoff e altre sette unità dirette verso il Canale di Otranto, la Szent István venne colpita da due siluti da 45 cm lanciati dal MAS-15 comandato dal tenente Luigi Rizzo. La maggior parte dei 1087 membri dell’equipaggio stavano dormendo, in attesa della battaglia prevista poche ore dopo. Immediatamente si diffuse il caos a bordo e vani si rivelarono gli sforzi per salvare la nave, che affondò rapidamente. La Tegetthoff, che si trovava a una certa distanza al momento dell’impatto dei siluri, ritornò e prese a rimorchio la Szent István, nel tentativo di raggiungere il porto di Pola. Nondimeno il tentativo fallì e la nave affondò alle ore 6:12. Fu sostenuto che la Szent István affondò facilmente per difetti di progettazione della classe Tegetthoff. Però vi furono soltanto 89 morti, anche grazie al fatto che nella marina austroungarica i marinai dovevano necessariamente sapere nuotare.
Esiste un breve filmato dell’ultimo quarto d’ora di vita della Szent István, realizzato dal tenente Mensburger dalla Tegetthoff. La Szent István è una delle uniche tre corazzate il cui affondamento sia stato filmato, insieme alla HMS Barham e alla USS Arizona. Il filmato della Szent István venne successivamente utilizzato per raccogliere fondi per la Croce Rossa.
